postato da Milionapoli alle ore 16:32
venerdì, 23 novembre 2007

Pasquà, passami ‘nu foglio e ‘na penna, ca ci dobbiamo dire a tutti i nostri amici dove eravamo e il picchè non ci siamo fatti vetere pè quacche giorno.

Dunque cari amici cari, mii e di Pasquale pure, noi siamo stati all’estero della nazionale, fuori dalli confinanti della nostra amata Patria: siamo andati in Frangia.

Pè la precisazione abbiamo andati a alloggiare in un quartiero nella periferia di Pariggiparis_dakar_vtt che sempre pè la precisazione si chiamava Pariggi-Dakkà. Era uno di quelli quartieri dove i poliziotti frangesi e i neri frangesi se le sono suonate a tutta forza coomme i cacati pecchè i neri frangesi dicevano che conoscevano i poliziotti frangesi, ma i poliziotti frangesi dicevano ma se siete neri ma come cazzo fate a essere frangesi? E allora mazzate da tutte le parti!

Infatti quando siamo arrivati io e Pasquale alla Pariggi-Dakkà abbiamo trovato nu casino di motociclette abbruciate, machine gip, camion senza ‘o cassone. Tutti pieni di polvere del deserto. 'Na vera zuzzimma!! E poi dicono che i napoletani sò sporchi, ma l'avete mai visti i frangesi?

L’accoglienza è stata specifica e ancora che non teniamo parole: ci hanno fatto addurmire in un tendone ca ci stavano i leoni e pure li elefanti. E io e Pasquale abbiamo penzato ca stavamo in un quartiere che era un deserto, co tutti gli animali feroci incazzati. Pasquale c’aveva paura di addurmirsi pecchè penzava ca venivano i beduini e ci facevano il servizio. Quelli i beduini nun conoscono a nessuno, se vedono due chiappa ca si muovono...zac!

Poi hanno stutato le luci e sentivamo come un carrarmato vicino vicino a noi. Io penzavo ca stavano arrivanto gli alliati e Pasquale si ha tranquillizzato. Ma mentre stavo pè pigliare suonno, Pasquale ha fatto un zumpo sulla branda che si so rotti tutti i piedi e ha cominciato a alluccare. E io ci ha detto, ma Pasqquà che cazzo allucchi in piena nuttata? non lo vedi ca sceti a tutti i frangesi della Frangia? Ma mica stiamo a casa nostra, ca possiamo alluccare, tanto nun ci sente nisciuno, pecchè stanno tutti alluccando?

E lui mi ha detto: ma chi ha stutato la luce nel deserto?

E io ho penzato che non si può stutare la luce nel deserto e allora Pasquale aveva raggione a alluccare: quacche cosa di strambo stava succedendo.

Poi ci siamo addormuti pecchè eravamo accisi dal viaggio. Ma quel carrarmato girava intorno a noi e ci faceva stare abbastanzamente sicuri.

Quando alla matina ci siamo scetati e c’era la luce del giorno, ci siamo accorgiuti che ci avevano fatto ospitati dentro al telone di un circolo cogli animali, ma erano animali strunzi e rincoglioniti pecchè erano del circolo. Ma il carrarmato si sentiva ancora e Pasquale disse: ma come cazzo ci sta un carrarmato acceso dentro al telone di un circolo? Ci siamo girati e lo abbiamo visto il carrarmato, che non era un carrarmato vero ma il domatore delle scimmie ca russava. Allora ce ne volevamo antare e Pasquale ha detto che era bona educazione salutare tutti ed è andato a scetare il domatore del carrarmato, che prima si è incazzato un macello perchè lo avevamo scetato e poi quando ha visto Pasquale ha acchiappato la frusta e ce l’ha data sulla schiena pecchè voleva che camminasse solo sulle zampe di dietro.

Lo aveva scambiato pè nu scimpanzè e io ci ho detto a Pasquale ca si s'era faceva i cazzi suoi e si era stato zitto, forse già stavamo alla stazione dei treni a pigliare la coincidenza pè Pompei sul binario uno.

Quello il domatore continuava a chiavare la frusta sulle cosce di Pasquale comme a un disperato e Pasquale alluccava come se lo stessero frustando. Allora io ci ho detto al domatore che Pasquale era Bearzot, che assomigliava alla scigna, ma non era una scigna. Allora il domatoro ha cacciato fuori un foglio e ha voluto un autografo da Pasquale.

Così ce ne siamo andati con Pasquale che mi baciava le mani e mi chiamava S. Catello. Si vede che ne aveva abbuscate assai! Ci avevano venute le visione religgiose.

Il treno pè pompei lo abbiamo perso, ma sul binario due era in partenza il locale Pariggi-Castellammare. Abbiamo salito sulla carrozza e siamo fatto ritorno  a casa.

Pasquà, ma lo sai che veramente me pari na scigna?

scimmia

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categoria : pariggi-dakkà

postato da Signurinella alle ore 08:44
mercoledì, 14 novembre 2007

Ammò, Tesò, Vita Mia!
Lo sa solo San Catello quanto mi manchi, in questi giorni ca pure la cammarera marocchina se n'è andata a farsi il Barabam coi parenti suoi sceicchi e qua siamo rimasti solo io e Pasquale....
Pasquale è 'nu bravo guaglione, Ammò, tu lo sai che io ci sono affezionata che neanche a un cane, e debbo ammettere che in effetti Pasquale proprio un cane sembra, per come sbava e latra e ringhia a chiunque si avvicina ammè.
Stamattina, però, il tuo caro barboncino obeso m'ha fatto fare l'ennesima figura dimmerda e per questo io mò mi sono trovata costretta a darci una punizione.
No, Ammò, niente di eclatante.
L'ho soltanto incatenato mani e piedi alla porta scorrevole dell'ascensore, e così quando ogni condomino cerca di fare salire o scendere il tram a muro, Pasquale struscia avanti e dietro il pavimento.
Ci ho detto che se usa bene la lingua, poi il capocondomino gli fa pure un presente per come ha lucidato bene il marmo dell'ingresso.
E comunque, ecco il fatto.
Devi sapere, Tesò, che stamattina ti ha cercato telefonicamente l'assessore amico tuo.
Diceva così che pare che i comunisti vogliono fare cadere l'aggiunta comunale, e quindi l'assessore voleva l'aiuto tuo.
Io dissi all'assessore che tu eri fuori per lavoro, e quando lui mi chiese se stavi a Secondigliano...
Ebbè, Ammò, ammè mi pigliò un tale feroce incazzamento che chiesi a Pasquale se c'aveva un altro revolvèr.
Comunque, l'assessore si scusò e disse che le scuse voleva venire a farmele di persona, con un tono tutto gentile e affascinante che io non gli ho potuto dire di no.
Così, mi sono messa una cosa sobria sobria, mi sono cotonata i capelli ed ho atteso l'assessore.
Pasquale, per dimostrarci la nostra confidenza e semplicità di costumi, lo accompagnò nel salone, dove io, nel mio abito da sera nero e verde di Versace, stavo seduta composta sul seggiolone capitonnè che ci regalò il cognato di Zia Concetta.
"Maronna, e che è, Elisabetta d'Aragona????" ebbe la sventura di dire il segretario dell'assessore vedendomi, e subbito Pasquale, con uno scatto felino che manco il Puma delle scarpe mie, lo ha azzannato alla gamba e c'è voluto natale e capodanno per toglierci dalla bocca il povero segretario...
Inzomma, una volta salvato il segretario, l'assessore mi disse che aveva bisogno dell'asilo tuo per risolvere questa faccenda dei comunisti, che in aggiunta scassano le palle e fanno ammuina e mò pare che si vogliono appulizzare il sindaco Cuocolo per metterci un comunista come a loro.
Io glielo dissi all'assessore che tu non ti occupi di politica, che a te il comune ti interessa solo perchè ci tieni due o tre appalti, roba piccola, eh, che nun conta...
Ma l'assessore disse che se vincono i comunisti tu col cazzo che fai gli appalti.
Disse proprio così, col cazzo, e tu sai che ogni quale volta viene pronunciata in mia presenza - o meglio dire in tua assenza - la parola cazzo, Pasquale si incazza come un cammelliere musulmano quando ci toccano il culo alla moglie.
Com'è, come non è, si è avventato sull'assessore che sembrava il Tegevè per Lione, e ci ha dato tante di quelle mazzate che il poveruomo ha iniziato a guaire come un cagnolino ed a quel punto Pasquale s'è ricordato il documentario che ci hai fatto vedere tu l'anno scorso e quasi quasi lo sottometteva, l'assessore.
Ammò, gli ho dovuto sparare, capisci?
No all'assessore, a Pasquale!
Un lavoro pulito, Ammò, una strisciatina...
Manco i punti ci hanno messo, giusto un cerottino co Paperino come piace a lui, ma l'assessore era salvo, Tesò!
Inzomma, calmato a Pasquale, ho ascoltato quello che l'assessore aveva da dire a te e che qua tostamente riferisco.
Dice l'assessore che l'aggiunta comunale cade (e del resto, se è aggiunta sfido io che traballa e cade. Comunque...) e quando che un'aggiunta cade come tu ben sai e mi insegni si devono fare le elezioni.
Mò, l'assessore vuole che tu ci dai una delle tue capaci mani nella campagna elettorale.

L'assessore infatti si ricorda il plebiscito che elesse a sindaco nel 93 il tuo amico fraterno Tonino Marincolo, e soprattutto si arricorda, l'assessore, le persone che, quando andavano a votare a Marincolo, passavano prima a salutare Pasquale e l'altro amico tuo, che stavano ai lati della porta del seggio come a due bronzi di riace, che era una scena così bella che a me mi venne l'istinto di cavarci un occhio, a Pasquale, per farlo assomigliare al bronzo di riace.


Quindi, dice così l'assessore, sarebbe assai gradito un tuo fattivo intervento nella campagna elettorale, che tu si sa che conosci un sacco di gente e stiamo tutti sicuri che quelli che tu non conosci a te, invece, ti conoscono benissimo, che tu sei uno che deve andare a mettere le mani nel cemento a Broadway per quanto hai fama, ed infatti sei famigerato, lo dice pure il Vice Questore.
Mò, io coll'assessore non mi sbilanciai più di tanto, anche per non cadere dal trono come l'aggiunta comunale, però penso che solo tu puoi mettere le mani su questa problematica, e quindi ci dissi all'assessore che sì, ti avrei riferito le cose e ci avrei messo una buona parola.
Ammò, Tesò, Vita Mia!
Secondo la mia modesta ed umile opinione, solo tu li puoi aiutare, a cacciare questi comunisti.
Epperò...
Ebbè, Ammò...
L'assessore, nel mentre che mi salutava baciandomi le mani, mi volle lasciare un promemoria.
L'assessore l'ha chiamato gàgget, pare sia 'na cosa che si arregala alla gente per farci ricordare quello che deve fare.
Ci ho scattato una fotina, accussì la vedi e te ne fai capace.
Epperò, Ammò...
A te nun te fà impressione?
Brrrrr.....
Diccì
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categoria : politica

postato da Milionapoli alle ore 09:44
domenica, 11 novembre 2007

Pasqualino mio, Pasqualino mio. Mettiti setuto commotamento commoto che ti devo dare una notizia che forse ti farà smantruppare i ginocchi: Pasquà, io e l’annammurata mia abbiamo deciso che voliamo a nozze, insieme tutti e due, mano a mano e core ingrato.

Pasquà, nun fa quella faccia che nun t’abbandono. Ti porto cummè pure dentro al viaggio di cozze.

Mò però mi devi dare una mano che aggia scegliere un po’ di posti dove si svolgerà il viaggio di cozze, mio e dell’annammurata mia. E pure il tuo Pasquà, ho capito e nun m’esaurire! Ti ho detto ca sì, vieni pure tu! Uffà, Pasquà.

La primma cosa che devo fare è cercare un’aggenzia che organizza i viaggi organizzati apposta pe gli sposini nnammurati. Ti arricordi quello che abbiamo conosciuto alla Reggia di Caserta pè Pasquetta, quello co la capa pelata che stava vicino a noi a fa il picco nic cu la coperta pe terra? Quello che si mangiava il formaggio che ci dava i morsi direttamente dalla forma intera? Quello che singoiava le mozzarelle sane sane senza masticalle? E’ quello là. Quello c’ha un’aggenzia a Casale di Principe e organizza i viaggi organizzati.

C’ha pure i depilantes dove ci formaggi[1]stanno scritti i posti che ci manda i sposini, co le fotografie a colori. Sì, Pasquà…tutte a colori.

Sul depilantes ci sta scritto: Prima tappa a Marcianise, e io porto all’annammurata mia a vedere comme si fanno le mozzarelle di bufala in un casificio overo, origginalo. Ci possiamo stare due giorni.

 Altri due giorni la vorrei portare in montagna a respirare l’aria raffinata e senza manco un poco di smoggo. Avrei penzato a portalla sopra al Vesuvio, ma la devo tenere sempre pe mano pecchè ho paura che poi cade dentro alla bocca del cratero e poi pè rivedella devo mettemmi a aspettare che il Vesuvio si mette a ruttare un’altra volta.

marePoi ci vuole pure un po’ di mare pecchè il tottoro metico mi ha detto che lo iodosan fa molto bene ai polmoni respiratori. Allora la porterei tre giorni a fare i bagni a Pozzano. La ci sta l’acqua pulita assai pecchè ci hanno fatto pure l’aspiratore che pulisce l’acqua del mare. Sinceramente con onestà, l’acqua ancora non è molto azzurra pecchè l’aspiratore ce l’hanno piantato tre mesi fa. Ma ci devo fare attenzione pecchè quando lo mettono in moto aspira troppo forte e non voglio ca si suga l’annammurata mia spazzaturae poi me la scarica in mezzo ai rifiuti dove vanno a scaricare i camion della monnezza, quando si ricordano di passare a raccogliere la monnezza.

E pè finire Pasquà, ho pensato pure a fare un po’ di sciopping con l’annammurata mia, pecchè una femmina quando ci fai fare lo sciopping ti ama cchiù assai. Allora ho messo da parte 63 euri da spendere tutti in una volta sola. Pasquà, 63 euri che si può comprare tutto quello che decide e che ci piace. Tutto, Pasquà, senza batare a spese. Azz! E allora la porto a Giffoni Valle Piana dove tutti i giovedì mattina fanno un mercato generale (generale, Pasquà!) dove ci sono tante di quelle bancarelle che all’annammurata mia ci gira la testa.

Poi ce ne torniamo a casa e scateno le mie marmitte per il giro panoramico: S. Maria a Vico, Mercato, Vassi, Chieve, Curti, Curticelle, Sovvieco, S. Giovanni, S. Caterina, Terravecchia, Ornito, Catelde, Sardone. 

Marona mia Pasquà, tutte mete turistiche conosciute non solo in Italia, ma che dico, in tutto il mondo.

Mò però devo penzare a organizzare tutte le altre cose pecchè in un matrimonio mica è importante solo il viaggio di cozze!

Che dici Pasquà, comme ci arrimarrà l’annammurata mia, a bocca aperta?

 

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categoria : viaggio, monnezza, cozze

postato da Milionapoli alle ore 14:31
domenica, 04 novembre 2007

500

Pasquà, vieni cummè, ca mi devi dare qualche consiglio. Stasera devo passà a prendere l’annammurata mia co la machina e voglio sapè si te piace. Pasquà mi devi dire che figura ca faccio.

Eccola qua, Paquà. Guarda che robba,che bomba. Al paese mio ce l’ho solo io ‘nu bolide accussì.

Gomme larghe, Pasquà, che escono 10 centimetri pe parte dallo scissì. I cerchioni so’ cromati e talmente lucidi ca te ce può fa ‘a barba. E ‘e marmitte Pasquà, che mi dici d’e marmitte? Quattro, cromate, venti centimetri all’una, bocca larga e pronte a sputà fummo, scintille e botti. Quanno che passo pe le vie, la gente accummincia a buttà la robba dai balconi ca si penza che è capodanno. Nu casino infernale ca quello il Comune ha stanziano ‘na TASCA FORSE di dodici motociclisti apposta pemmè. Io avanti e loro dietro ca me pare nu carosello e nun mi acchiappano mai. Pasquà, io so omme!!marmitta

Eppoi, guarda qua: ‘o cofano posteriore semiaperto pe ce dà l’arodinamica a tutto l’ambaradàn. Maròò!! E i teggicristalli co le alette pure esse cromate, p’ acchiappà le gocce d’acqua primma ca si azzeccano sul vetro. Pasquà il musso davanti è tutto sbassato ca si piglio nu sasso davanti lo schizzo a cento metri, ca ‘na fionda nun ce la farebbe. Scasso tutte le vetrine dei nigozzi e la TASCA FORSE sempre dietro cu le sirene spianate. Che ammuina, Pasquà quando passo io. La gente già me lo immagino quello che dice: quello è omme Nicò, mica comme a te ca si n’omme emmerda, ci dicono tutte le mugliere ai propiti mariti ammaratati.

Ti sei pulito il culo del calzone, Pasquà? Occhej, trase.

E dentro, Pasquà! Vienete a t’assettà, lato passeggero ca si solo uno si prova a assettarsi al posto mio me lo mangio quandevvero S. Catello.

Il cruscotto è in similpelle rosso, lucidissimo ca c’ho dato lo sprai che serve pe lucidà il cruscotto e l’ho ripassato col panno di lana sennò azzeccava tutto. Sotto allo specchietto ci sta il rosario che mi arregalato la nonna Cuncetta ca porta fortuna e l’abbro maggìc alla fragola di bosco ca si me puzza il fiato l’annammurata mia nun se ne accorge. Azzeccata al cruscotto la fotografia di Patre Pio e quella di S. Catello ca me parono che so due amici e mi proteggono contro alle discrazie. Poi ci sta la cosa che si azzecca con la calamita ca ci sta scritto figlio mio nun correre, ma quello lo guardo poco. Guarda qua Pasquà, guarda il cambio. teschio_small[1]Al posto della pallina che ci va la mano pe cambiare, io l’ho svitata e sull’asta ci ho avvitato questa capa di muorto in ottone giallo che mi sono fatto filettare dal mio amico Giggetto che fa il filettatore e c’ha la cosa di ferro pè filettare. Ogni volta che cambio la capa di morto addiventa sempre cchiù lucida e quando scalo le marce che passo dalla quarta alla siconda, la capa di morto mi trema nelle mani e io ci dico: ah, tremmi pure tu, capa di morto? Io so omme , Pasquà e la TASCA FORZA che sta dietro cu le sirene a tutta forza, nun mi acchiappa.

Poi pe non fammi scivolà le mane dallo sterzo e pe tenè sempre la situazione in pugno, pecchè non ti scurdà ca io so omme, sullo sterzo ci ho messo la pelliccia di coniglio, a striature. Ma questo pecchè mò è inverno, e appena che arriva il calore, ci levo la pelliccia di coniglio e ci metto la copertura di gomma nera, quella tutta bucata pe fa respirà le mane.

E poi dietro, sopra all’ appoggiaoggetti, sotto al vetro di dietro posterioro, ci stà il pezzo forte di tutta la machina. Pasquà, guardalo ma non toccare ca si scassa: il canino che sta accucciato e fa così con la capa. A seconda di dove giro io, il canino gira la capa e sembra che ride e vede chi ci viene dietro. Alla TASCA FORSE che ci insegue da dietro, a vedere quel canino ci ggira le palle pecchè loro si scavezzano il collo pe acchiapparmi e il canino ci ride in faccia e dice si con la capa. Speriamo che all’annammurata mia ci piace il canino che sta dietro, pecchè ammè mi pare una cosa troppo romantica assai.

Vuoi sentire il clacsòn, Pasquà? Si? E tiè, tiè. Sona tutto il primo pezzo d’o Surdato ‘nnammurato e se giro questa manovella si sente pure ‘o piscatore ‘e pusillico. E mentre fori sona ‘o clacson, dentro alla machina si appicciano tutte le lucelle pissechedelliche ca mi sembra ‘na discoteca.

Stasera ‘a voglio fa ascì pazza  annammurata mia!! Quannevverosancatello!!.

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categoria : a macchina mia