Pasquà, passami ‘nu foglio e ‘na penna, ca ci dobbiamo dire a tutti i nostri amici dove eravamo e il picchè non ci siamo fatti vetere pè quacche giorno.
Dunque cari amici cari, mii e di Pasquale pure, noi siamo stati all’estero della nazionale, fuori dalli confinanti della nostra amata Patria: siamo andati in Frangia.
Pè la precisazione abbiamo andati a alloggiare in un quartiero nella periferia di Pariggi
che sempre pè la precisazione si chiamava Pariggi-Dakkà. Era uno di quelli quartieri dove i poliziotti frangesi e i neri frangesi se le sono suonate a tutta forza coomme i cacati pecchè i neri frangesi dicevano che conoscevano i poliziotti frangesi, ma i poliziotti frangesi dicevano ma se siete neri ma come cazzo fate a essere frangesi? E allora mazzate da tutte le parti!
Infatti quando siamo arrivati io e Pasquale alla Pariggi-Dakkà abbiamo trovato nu casino di motociclette abbruciate, machine gip, camion senza ‘o cassone. Tutti pieni di polvere del deserto. 'Na vera zuzzimma!! E poi dicono che i napoletani sò sporchi, ma l'avete mai visti i frangesi?
L’accoglienza è stata specifica e ancora che non teniamo parole: ci hanno fatto addurmire in un tendone ca ci stavano i leoni e pure li elefanti. E io e Pasquale abbiamo penzato ca stavamo in un quartiere che era un deserto, co tutti gli animali feroci incazzati. Pasquale c’aveva paura di addurmirsi pecchè penzava ca venivano i beduini e ci facevano il servizio. Quelli i beduini nun conoscono a nessuno, se vedono due chiappa ca si muovono...zac!
Poi hanno stutato le luci e sentivamo come un carrarmato vicino vicino a noi. Io penzavo ca stavano arrivanto gli alliati e Pasquale si ha tranquillizzato. Ma mentre stavo pè pigliare suonno, Pasquale ha fatto un zumpo sulla branda che si so rotti tutti i piedi e ha cominciato a alluccare. E io ci ha detto, ma Pasqquà che cazzo allucchi in piena nuttata? non lo vedi ca sceti a tutti i frangesi della Frangia? Ma mica stiamo a casa nostra, ca possiamo alluccare, tanto nun ci sente nisciuno, pecchè stanno tutti alluccando?
E lui mi ha detto: ma chi ha stutato la luce nel deserto?
E io ho penzato che non si può stutare la luce nel deserto e allora Pasquale aveva raggione a alluccare: quacche cosa di strambo stava succedendo.
Poi ci siamo addormuti pecchè eravamo accisi dal viaggio. Ma quel carrarmato girava intorno a noi e ci faceva stare abbastanzamente sicuri.
Quando alla matina ci siamo scetati e c’era la luce del giorno, ci siamo accorgiuti che ci avevano fatto ospitati dentro al telone di un circolo cogli animali, ma erano animali strunzi e rincoglioniti pecchè erano del circolo. Ma il carrarmato si sentiva ancora e Pasquale disse: ma come cazzo ci sta un carrarmato acceso dentro al telone di un circolo? Ci siamo girati e lo abbiamo visto il carrarmato, che non era un carrarmato vero ma il domatore delle scimmie ca russava. Allora ce ne volevamo antare e Pasquale ha detto che era bona educazione salutare tutti ed è andato a scetare il domatore del carrarmato, che prima si è incazzato un macello perchè lo avevamo scetato e poi quando ha visto Pasquale ha acchiappato la frusta e ce l’ha data sulla schiena pecchè voleva che camminasse solo sulle zampe di dietro.
Lo aveva scambiato pè nu scimpanzè e io ci ho detto a Pasquale ca si s'era faceva i cazzi suoi e si era stato zitto, forse già stavamo alla stazione dei treni a pigliare la coincidenza pè Pompei sul binario uno.
Quello il domatore continuava a chiavare la frusta sulle cosce di Pasquale comme a un disperato e Pasquale alluccava come se lo stessero frustando. Allora io ci ho detto al domatore che Pasquale era Bearzot, che assomigliava alla scigna, ma non era una scigna. Allora il domatoro ha cacciato fuori un foglio e ha voluto un autografo da Pasquale.
Così ce ne siamo andati con Pasquale che mi baciava le mani e mi chiamava S. Catello. Si vede che ne aveva abbuscate assai! Ci avevano venute le visione religgiose.
Il treno pè pompei lo abbiamo perso, ma sul binario due era in partenza il locale Pariggi-Castellammare. Abbiamo salito sulla carrozza e siamo fatto ritorno a casa.
Pasquà, ma lo sai che veramente me pari na scigna?
