postato da Signurinella alle ore 08:44
mercoledì, 14 novembre 2007
Ammò, Tesò, Vita Mia!
Lo sa solo San Catello quanto mi manchi, in questi giorni ca pure la cammarera marocchina se n'è andata a farsi il Barabam coi parenti suoi sceicchi e qua siamo rimasti solo io e Pasquale....
Pasquale è 'nu bravo guaglione, Ammò, tu lo sai che io ci sono affezionata che neanche a un cane, e debbo ammettere che in effetti Pasquale proprio un cane sembra, per come sbava e latra e ringhia a chiunque si avvicina ammè.
Stamattina, però, il tuo caro barboncino obeso m'ha fatto fare l'ennesima figura dimmerda e per questo io mò mi sono trovata costretta a darci una punizione.
No, Ammò, niente di eclatante.
L'ho soltanto incatenato mani e piedi alla porta scorrevole dell'ascensore, e così quando ogni condomino cerca di fare salire o scendere il tram a muro, Pasquale struscia avanti e dietro il pavimento.
Ci ho detto che se usa bene la lingua, poi il capocondomino gli fa pure un presente per come ha lucidato bene il marmo dell'ingresso.
E comunque, ecco il fatto.
Devi sapere, Tesò, che stamattina ti ha cercato telefonicamente l'assessore amico tuo.
Diceva così che pare che i comunisti vogliono fare cadere l'aggiunta comunale, e quindi l'assessore voleva l'aiuto tuo.
Io dissi all'assessore che tu eri fuori per lavoro, e quando lui mi chiese se stavi a Secondigliano...
Ebbè, Ammò, ammè mi pigliò un tale feroce incazzamento che chiesi a Pasquale se c'aveva un altro revolvèr.
Comunque, l'assessore si scusò e disse che le scuse voleva venire a farmele di persona, con un tono tutto gentile e affascinante che io non gli ho potuto dire di no.
Così, mi sono messa una cosa sobria sobria, mi sono cotonata i capelli ed ho atteso l'assessore.
Pasquale, per dimostrarci la nostra confidenza e semplicità di costumi, lo accompagnò nel salone, dove io, nel mio abito da sera nero e verde di Versace, stavo seduta composta sul seggiolone capitonnè che ci regalò il cognato di Zia Concetta.
"Maronna, e che è, Elisabetta d'Aragona????" ebbe la sventura di dire il segretario dell'assessore vedendomi, e subbito Pasquale, con uno scatto felino che manco il Puma delle scarpe mie, lo ha azzannato alla gamba e c'è voluto natale e capodanno per toglierci dalla bocca il povero segretario...
Inzomma, una volta salvato il segretario, l'assessore mi disse che aveva bisogno dell'asilo tuo per risolvere questa faccenda dei comunisti, che in aggiunta scassano le palle e fanno ammuina e mò pare che si vogliono appulizzare il sindaco Cuocolo per metterci un comunista come a loro.
Io glielo dissi all'assessore che tu non ti occupi di politica, che a te il comune ti interessa solo perchè ci tieni due o tre appalti, roba piccola, eh, che nun conta...
Ma l'assessore disse che se vincono i comunisti tu col cazzo che fai gli appalti.
Disse proprio così, col cazzo, e tu sai che ogni quale volta viene pronunciata in mia presenza - o meglio dire in tua assenza - la parola cazzo, Pasquale si incazza come un cammelliere musulmano quando ci toccano il culo alla moglie.
Com'è, come non è, si è avventato sull'assessore che sembrava il Tegevè per Lione, e ci ha dato tante di quelle mazzate che il poveruomo ha iniziato a guaire come un cagnolino ed a quel punto Pasquale s'è ricordato il documentario che ci hai fatto vedere tu l'anno scorso e quasi quasi lo sottometteva, l'assessore.
Ammò, gli ho dovuto sparare, capisci?
No all'assessore, a Pasquale!
Un lavoro pulito, Ammò, una strisciatina...
Manco i punti ci hanno messo, giusto un cerottino co Paperino come piace a lui, ma l'assessore era salvo, Tesò!
Inzomma, calmato a Pasquale, ho ascoltato quello che l'assessore aveva da dire a te e che qua tostamente riferisco.
Dice l'assessore che l'aggiunta comunale cade (e del resto, se è aggiunta sfido io che traballa e cade. Comunque...) e quando che un'aggiunta cade come tu ben sai e mi insegni si devono fare le elezioni.
Mò, l'assessore vuole che tu ci dai una delle tue capaci mani nella campagna elettorale.
L'assessore infatti si ricorda il plebiscito che elesse a sindaco nel 93 il tuo amico fraterno Tonino Marincolo, e soprattutto si arricorda, l'assessore, le persone che, quando andavano a votare a Marincolo, passavano prima a salutare Pasquale e l'altro amico tuo, che stavano ai lati della porta del seggio come a due bronzi di riace, che era una scena così bella che a me mi venne l'istinto di cavarci un occhio, a Pasquale, per farlo assomigliare al bronzo di riace.
Quindi, dice così l'assessore, sarebbe assai gradito un tuo fattivo intervento nella campagna elettorale, che tu si sa che conosci un sacco di gente e stiamo tutti sicuri che quelli che tu non conosci a te, invece, ti conoscono benissimo, che tu sei uno che deve andare a mettere le mani nel cemento a Broadway per quanto hai fama, ed infatti sei famigerato, lo dice pure il Vice Questore.
Mò, io coll'assessore non mi sbilanciai più di tanto, anche per non cadere dal trono come l'aggiunta comunale, però penso che solo tu puoi mettere le mani su questa problematica, e quindi ci dissi all'assessore che sì, ti avrei riferito le cose e ci avrei messo una buona parola.
Ammò, Tesò, Vita Mia!
Secondo la mia modesta ed umile opinione, solo tu li puoi aiutare, a cacciare questi comunisti.
Epperò...
Ebbè, Ammò...
L'assessore, nel mentre che mi salutava baciandomi le mani, mi volle lasciare un promemoria.
L'assessore l'ha chiamato gàgget, pare sia 'na cosa che si arregala alla gente per farci ricordare quello che deve fare.
Ci ho scattato una fotina, accussì la vedi e te ne fai capace.
Epperò, Ammò...
A te nun te fà impressione?
Brrrrr.....

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