postato da Milionapoli alle ore 17:44
lunedì, 29 ottobre 2007

850Pasquà, siediti. Ti voglio raccontare che ieri ho portato l’ammore mio a pranzo fuori. Si lo so che devi andare al bancolotto, ma statte cujeto che quello ‘o botteghino chiude alle sette e mezza.
Inzomma Pasquà. La avevo telefonato e ce lo avevo detto e lei mi aveva detto chessì, che ci faceva piacere di venire a pranzo cummè medesimo. L’appuntamento era a mezzogiorno meno dieci preciso, sotto a casa sua.
Così, per non fare tardi, alle sei meno dieci ho uscito di casa mia e ho andato nel garaggio. Con il cane di pezza attaccato al bastone, ho levato tutta la polvara dei vetri e dai tutti i finestrini e pure dai seggiolini e dal cambio. Ho sputazzato sulli specchietti e li ho asciugati con la manica della giacca di velluto. So venuti lucidi lucidi con qualche strisciatella.
Ho messo in moto la mia 850 cupè e l’ho salita per la salita del garaggio. Tutta la gente si è affacciata ai balconi perché le quattro marmitte facevano un rombo della Madonna. Ho salutato tutti con la mana e so andato da Peppe il benzinaro.
Ci ho detto: Pè mettimi dieci euri di benzina di quella buona. E Peppe mi ha detto che si e mi ha messo la benzina verde, azz!! Hai capito Pasquà, mi ha messo la verde che così corre più assai.
So arrivato sotto a casa dell’ammore mio alle otto e venti e siccome non sapevo che cazzo fare affino alle dodici meno dieci, mi so messo a sentì le cassette col reggistratore che si mangia i nastri.
Mi so sentito due volte a Nino d’Angelo e dodici volte a Toto Cutugno, ma solo la canzona dell’italiano overo. Quando lei è venuta e è trasuta nella machina, ci ho detto di attaccarsi le cinte pecchè mo si faceva i vermi addosso.
Pasquà, ho titato la primma per tutta la sagliuta del Santuario della Vergine, e la 850 fummava che era ‘na bellezza. Pure ‘a Madonna me sbatteva ‘e mane. Le quattro marmitte ci cantavano ‘o sole mio alla mia annammurata. Bobby Solo alluccava dentro al registratore Una lacrima sul viso, ma sul viso della nnammurata mia si era azzeccata la paura. Pasquà, io lo so comme si conquistano le femmine, accussì.

apertoEmbè, Pasqualino mio, siamo arrivati al ristoranto e c’era apparicchiato nel ciardino. Tutta bella gente, ambiente pulito. Ma a lei ci faceva un pò schifo e abbiamo deciso che volevamo mangiare dentro, nella sala apparicchiata






localeE siamo entrati dentro.
Il locale stava ancora vuoto e mi sono scusato con il cammeriero che non avevo prenotato e quel cafone mi ha risposto che non era il cammeriero e nun ce ne fotteva un cazzo che io non avevo prenotato. Ci siamo assettati e mi ho assettato a capotavola pecchè io so l’ommo e la femmina deve stare vicino a me e no a capotavola sinnò con la gente facimmo ‘na figura emmerda.
Io ci ho detto alla annammurata mia che mo ci portavano il menù e che prendevamo i panzarotti con salame e mozzarella di Marcianise di antipasti e poi faggioli e cozze e na bella frittura di ciacianielli. Lannammurata mia faceva un po’ la faccia schifata ma mi ha detto perché faceva freddo. E io ci ho detto che mò appicciavano i scaldamenti. Ma non li hanno appicciati i scaldamenti.
Poi è venuto un cammeriero vecchio tutto vestito ‘na chiavica, e io ci ho detto complimenti comme siete vestito all’epoca, è digestivo. Lui mi ha detto che non era il cammeriero e che era vestito cò li soli panni che teneva e che non si cambiava i cazoni e la cammisa che erano sette mesi.
Ci ha scatazzato due sacchetti di plastica sul tavolo e dentro c’erano: una banana, un tozzo di pane un po’ siriticcio, mezza fetta di frittata di pasta e ‘na bottiglietta di acqua senza la tichetta che doveva essere minerala del Comune.
Abbiamo strafocato tutto e ci dicevo alla nnammorata mia se era contenta e lei a un certo punto ha vommicato tutto, ma mi ha detto pecchè faceva freddo.
Allora mi so incazzato e ho cominciato a alluccare pecchè non appicciavano i scaldamenti. E allora so venuti quindici cammerieri che poi mi hanno detto che nun erano cammerieri, tutti vestiti cò stracci zuzzusi e che puzzavano e ci hanno messo dentro alla 850. E io mi so incazzato e ho sgommato. Così imparano quei cafoni.
Quando la ho lasciata sotto a casa sua, la annammurata mia mi ha detto che vuole un po’ di tempo pe pensacci.
Ma a che deve pensà secondo te, Pasquà??
Permalink ¦ commenti (13)¦ commenti (13)(popup)
categoria : ristorante